mercoledì 4 giugno 2014

Figure geometriche mostruose!!





 La geometria può essere presentata in modo creativo.
Dopo aver giocato con le figure rigide i bambini possono realizzare da se queste figure.



Dal disegno al ritaglio, al collage, i bambini possono sbizzarrirsi nel creare delle forme geometriche mostruosamente divertenti!!



E per concludere delle buste mostruosamente simpatiche, per rinchiudere queste simpatiche figure.


Insomma anche la geometria può essere presentata attraverso l'arte del ritaglio e del collage, e questa esperienza rimarrà più impressa nella mente del bambino, che apprenderà attraverso il gioco.



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lunedì 2 giugno 2014

Arcangelo Metatron





Il primo angelo o meglio Arcangelo di cui voglio parlare si chiama Metatron.

Ho deciso di iniziare a parlare di lui per simpatia, del tutto personale, è l’arcangelo predisposto a due compiti particolari , il primo è a diretto contatto con i bambini ( motivo per il quale mi è particolarmente simpatico), il secondo motivo aiuta gli adulti e i bambini nella gestione del tempo, e nel riconoscere quali sono le priorità per raggiungere il proprio traguardo, cosa di cui chi più chi meno abbiamo tutti bisogno.
L’arcangelo Metatron è particolarmente indicato per quanto riguarda i bambini della Nuova Era, li aiuta nella difficoltà di concentrazione e di apprendimento. Metatron insegna loro a riconoscere e sviluppare le loro capacità spirituali.
I cosidetti bambini nuovi , i bambini indaco e ora i bambini cristallo stanno popolando la terra, alcuni di noi già lo sono ma abbiamo vissuto in un mondo poco accogliente e con una bassa vibrazione e coscienza/conoscenza.
L’emisfero sinistro nella nostra società, è senz’altro quello più utilizzato. E’ l’emisfero predisposto al ragionamento, al calcolo, alla deduzione.
E’ giunto il tempo di lasciar spazio anche all’emisfero destro deputato alla creatività , perché le vere conoscenze non derivano solo dal pensiero puramente razionale , bensì dalla capacità di fidarsi e seguire il proprio intuito.
Numerosi sono i documenti dove Einstein afferma di aver ricevuto un’intuizione, in un momento in cui la sua mente razionale era a riposo, così come anche Michelangelo lasciò degli scritti tracciati in parte con la mano destra e un po’ con la mano sinistra, proprio per sviluppare entrambi gli emisferi.
L’arcangelo Metaron come ho detto in principio, ha anche la grande capacità di aiutarci a stabilire delle priorità, a gestire il tempo, a riconoscere la strada che dobbiamo seguire, può essere invocato per il supporto dei bambini in difficoltà.
Ogni pietra è poi collegata ai vari angeli e alle sfere energetiche.
Per quanto riguarda Metatron è la Tormalina anguria rosa–verde la pietra più indicata per mettersi in contatto con la sua energia.
Il colore della sua aurea è verde e fucsia.
Metatron aiuta anche i bambini defunti durante il passaggio nel mondo spirituale.

Quando si parla di Metatron si parla anche del cubo di Metatron ( come nella foto) ma di questo ne parlerò un'altra volta!

 
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sabato 31 maggio 2014

Chi ha visto un angelo quando era piccolo?




Fin da bambina ho sempre avuto un rapporto speciale con gli angeli. Le preghiere che mi sono state insegnate hanno contribuito a questa vicinanza .
Un bel giorno …penso in quarta elementare, la mia maestra si dirigeva verso la cattedra e, mi accorsi che dietro di lei tante bollicine colorate la inseguivano fluttuando nell’aria.
Seduta sul mio banchetto verde, con il mento appoggiato sul palmo della mano sono rimasta li, a guardare.

La mia maestra era una donna molto appariscente e vanitosa, sempre esageratamente ben vestita, esageratamente truccata , esageratamente profumata. La mia spiegazione “scientifica” di allora fu, che quello che vedevo altro non era che l’evaporazione del suo profumo. Punto.
Secondo me ci stava come spiegazione, era scientifica quanto basta e l’ho conservata per diversi anni.

Un diecina di anni più tardi iniziai a leggere libri sugli angeli, a trovare sempre più interesse verso queste creature “alate”, e scoprii che sovente si presentano ai bambini, e che una delle loro manifestazioni ( per non spaventare) è proprio quella di presentarsi sotto forma di luce , o meglio bolle di luce.
Da quel momento è stata una continua conferma.

Per diversi anni ho lavorato presso una scuola materna paritaria gestita dalle suore della Divina Provvidenza, le quali affermavano questo sano principio: i bambini hanno 100 angeli + 1!
Nel corso dei miei 18 anni di servizio nelle scuole dell’infanzia lo posso tranquillamente testimoniare, i bambini sfiorano angoli, muretti, oggetti volanti, ruzzoloni da acrobati e il più delle volte si alzano come se questi eventi fossero di normale routine, senza un graffio.
Proprio per questo il primo angelo di cui parlerò sarà Metatron. Più precisamente è un Arcangelo molto vicino ai bisogni dei bambini.

Gli angeli sono luce e si possono manifestare anche con sembianza umane.
Rappresentare gli angeli così, come nei dipinti più famosi ( con le ali ) era una necessità, per arrivare in modo più diretto alle persone. Il bisogno di dare un volto o un immagine agli angeli fa parte dell’uomo , di rendere concreto e visibile qualcosa che di concreto non è.

E’ anche vero che gli angeli possiedono due tipi di energia, che può essere riconosciuto più come energia maschile o come energia femminile, anche se gli angeli non hanno sesso.

Prossimamente Inizierò a raccontarvi del primo arcangelo Metatron. Lui indica la via ai bambini della nuova era, li aiuta ad affrontare le difficoltà anche scolastiche, inoltre aiuta a riconoscere e sviluppare le capacità spirituali.
 
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venerdì 30 maggio 2014

La matematica con il corpo





Il primo canale di apprendimento nella scuola dell’infanzia è quello corporeo. I bambini imparano meglio, e più in fretta se si da loro la possibilità di sperimentare attraverso un’esperienza corporea e quindi emozionale.
Sappiamo quanto è importante il tatto, la vista, il gusto ecc ecc, in una società in cui i bambini hanno sempre meno la possibilità di giocare all’aperto, spazi adeguati a loro e soprattutto di potersi sporcare.
Insomma queste due ricercatrici hanno ben pensato e realizzato un libro ricco di attività per l’apprendimento della matematica nella fascia di età 5 -6 anni.
Il loro approccio è proprio esperienziale, attraverso il racconto di una storia, ambientata in un castello, utilizzando materiale semplici, gli apprendimenti si srotolano attraverso giochi e attività motorie.
Il corpo quindi diventa uno strumento, utile per imparare una materia come la matematica.
Il libro si suddivide in 14 unità, con schede di verifica per il raggiungimento degli obiettivi, inoltre ci sono suggerimenti per realizzare attività’ d’integrazione con bambini disabili.

E' un bel libro non ci sono schede, se non appunto quelle di verifica, e quindi lo consiglio a chi vuole dare un impronta iniziale diversa alla matematica.

Questo libro partecipa al venerdi del libro

 
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mercoledì 28 maggio 2014

Intervista a Stefano Bordiglioni



Buongiorno Stefano
L’ho conosciuto grazie al libro Polvere di stelle e, facendo una ricerca su internet ho scoperto i numerosi libri che ha scritto per bambini e ragazzi !

Lei insegna nella scuola primaria, il desiderio di scrivere dei libri per bambini è nato dal bisogno di trasmettere qualcosa di particolare ai suoi alunni, o “semplicemente” ha seguito la sua natura artistica.
Ho cominciato a scrivere per caso, non sapevo neppure di esserne capace. Io le storie le raccontavo ai miei allievi a scuola, non le scrivevo. Poi un’estate ho scritto una storia per rispondere a dodici lettere, quelle che mi avevano scritto i miei ragazzi in vacanza. Ho scoperto così che mi divertivo a scrivere, così come mi divertivo a raccontare. È cominciato tutto da lì. Ci ho messo qualche anno a convincermi che ero uno scrittore. Prima mi consideravo solo un maestro fortunato.

Qual è stato il suo primo libro pubblicato , e a quale è più affezionato?
Il primo libro s intitola GUERRA ALLA GRANDE MELANZANA, è del 1996.  Ancora adesso viene ristampato da Einaudi Scuola e anche da Einaudi Ragazzi.  Il mio libro preferito non c’è. Mi riconosco in tutto quello che ho scritto.  Tuttavia mi diverto moltissimo, durante i numerosi incontri che tengo ogni anno nelle scuole e nelle biblioteche, a raccontare LA CONGIURA DEI CAPPUCCETTI.  È un gioco sulla favola di Cappuccetto Rosso, dove compaiono Cappuccetti improbabili: Cappuccetto Zozzo, Cappuccetto Rozzo, Cappuccetto Tonto, eccetera.

Chi sono i suoi scrittori preferiti? C’è qualcuno a cui si ispira o lo ha ispirato in partenza?
Sicuramente Gianni Rodari e Roald Dahl.  Il primo per la capacità di insegnare a tutti le potenzialità dell’invenzione e il secondo per la spregiudica allegria nel linguaggio e nei temi, che talvolta paiono quasi sconfinare nella ferocia.

Cosa consiglia a chi vuole diventare uno scrittore?
Deve leggere molto e devono piacergli le parole e le idee. Deve piacergli giocare con le straordinarie possibilità che queste offrono per raccontare la realtà in milioni di modi diversi.

A cosa sta lavorando in questo momento? Libri, teatro , musica… lei fa tantissime cose!
Ho appena finito di lavorare ad un libro per la scuola primaria. Un’antologia in adozione per il prossimo anno scolastico, intitolata L’ACERO ROSSO, edita da Mondadori. Sembra un lavoro del tutto diverso dallo scrivere racconti, in realtà è solo l’altra faccia della stessa medaglia: per mettere insieme l’antologia ho letto quasi mille libri per ragazzi.  Inoltre, ad accompagnare le pagine dei cinque libri, ci sono cinque CD di canzoni del tutto nuove, composte per l’occasione.

In che modo ha conosciuto la bravissima Alessandra Cimatoribus ( e son curiosa e’!) ?
Alessandra la conosco solo per le sue opere. Ci siamo sentiti al telefono perché a suo tempo le chiesi una tavola di un altro mio libro illustrato da lei.  È l’editore che sceglie gli illustratori, e io non mi posso certo lamentare: i migliori illustratori d’Italia,  hanno lavorato attorno alle mie storie.

Grazie per aver risposto a questa intervista, felice di averla conosciuta io e le mie bimbe continueremo a leggere i suoi numerosi e avvincenti libri.
Grazie a lei. Un saluto alle sue bimbe e ai lettori del suo blog.


venerdì 23 maggio 2014

Polvere di stelle





Faccio fatica a scrivere un post sul tema della morte, ma purtroppo è un evento che prima o poi, da vicino o da lontano tocca tutti.
La mia comunità nelle ultime due settimane è stata colpita da due lutti , di una mamma quarantenne e di un papà di trentasette anni.
Questo libro lo dedico a loro e a tutti i bambini che hanno bisogno di sognare e trovare un’immagine poetica sia della nascita che della morte.

-Mamma, ma io dov’ero prima di nascere?
-Su una stella, piccolo mio.

-e che facevo sulla stella?
-Aspettavi.
- Che cosa aspettavo?

-Aspettavi che io e il papà ti venissimo a cercare. Aspettavi di nascere…

-……………..

-E cosa succede quando un fiore appassisce?
-Niente di grave: ritorna a essere polvere di stelle …

- Anche i gattini, anche le persone troneranno a essere polvere di stelle…
 
-succede che quella persona ritorna sulla stella e aspetta: prima o poi la sua mamma e il suo papà ricostruiranno una scala altissima e torneranno a cercarla.

-vuoi dire che quella persona nascerà di nuovo?
-SI, credo proprio di si.

 
Questo libro è per me commuovente nella sua semplicità, perché c’è un dialogo diretto tra la mamma e il suo bambino. Presenta la morte come una trasformazione ( riprende una visione orientale della reincarnazione), più che una fine ineluttabile ( della visione cattolica, se ti va bene vai in paradiso!), questa cosa mi ha infatti un po’ spiazzato, perché esce dalla mia formazione cristiana sicuramente molto limitante.
E’ anche vero che nonostante la mia formazione cristiana-cattolica io abbraccio altre filosofie, ma faccio fatica a consegnare alle mie bimbe le mie ricerche, le mie riflessioni, forse perché sono incerte, metto tutto in discussione, e non ho nulla di certo.
Mi piace pensare che come me, le mie bambine faranno il loro percorso di conoscenza, alla ricerca della risposta che più si addice alla propria coscienza, e questo libro mette un semino proprio li, dove tutto può essere trasformato attraverso l’amore.
Lo scrittore Stefano Bordiglioni è un maestro, insegna nella scuola primaria e grazie a questo libro ho scoperto che ne ha scritti tantissimi, e sono proprio curiosa di conoscere gli altri!
A breve ci sarà anche un'intervista.
Le illustrazioni sono della bravissima Alessandra Cimatoribus, questa è una pagina di Pinterest dove si possono vedere le sue numerose illustrazioni.

Questo libro partecipa al venerdì del libro di homemademamma.


 
 
 

venerdì 16 maggio 2014

Fantastigatto



 
Questo libro scritto da Laura Ziggiotto  è interamente dedicato ai gatti. Gli amanti di questi animali troverà 13 filastrocche brevi ma di vero effetto.
Ci è stato regalato direttamente dalla scrittrice, l'abbiamo conosciuta in un canile e chissà perché ha intuito il nostro interesse per la lettura, offrendoci questo meraviglioso dono. 
Le filastrocche hanno ognuna una loro insegnamento che va dal rispetto delle regole, all’educazione, fino al valore dell’amore verso il prossimo e la natura.  
Le illustrazioni della bravissima illustratrice Francesca Dafne Vignaga danno un tocco di indiscutibile magia, e così tra un gatto scrittore, astronauta e pittore alla sera il racconto si srotola in un mondo di ... fantasti/gatto!!!
 
Questo libro partecipa a venerdi del libro
 
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martedì 13 maggio 2014

Contare con le dita



 
A dir la verità questa attività l'ho vista su Pinterest, e mi è piaciuta così tanto che ho deciso di proporla alla mia piccola.
 
 
 
 Si prendono le misure delle manine, si ritagliano e si incolla solo la parte inferiore e un po' il palmo, lasciando libero il movimento delle dita.
Le prime attività numeriche che i bambini fanno sono proprio con le loro dita, così ho affrontato l'addizione con l'obiettivo di arrivare sempre a 10.
E' un bel gioco come avvio alla consapevolezza numerica.
 
 
 
 
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lunedì 12 maggio 2014

Perchè i cristalli possono essere usati per curare il corpo

 


Partiamo da un’informazione scientifica: i cristalli sono una forma assunta da certi solidi naturali. Occorre quindi minerali e fenomeni energetici (tipo il calore, la pressione, la fusione, e la fissione) per creare dei cristalli.
Non sempre i minerali hanno una forma cristallina.
In base a vari aggregati di minerali (rocce) hanno strutture geometriche diverse.
Questi fenomeni energetici sono la causa dell’origine di certe rocce, poiché queste sono costituite da atomi e, quindi da centri energetici. Infatti, com’è successo a me con il riscaldamento e la pressione, le rocce possono trasformarsi o frantumarsi.
Se teniamo in mano una pietra questa, si riscalda, se la mettiamo, nel formo possiamo vedere come si alteri.
Questo significa che ogni alterazione richiede l’assunzione o la liberazione di energia.
Questo principalmente e molto sinteticamente il motivo per cui i cristalli o le pietre possono essere utilizzate per curare il corpo, o la psiche dell’uomo. Questo scambio di energia avviene tra il cristallo e l’uomo, in quanto il cristallo cede la propria e l’uomo la assorbe, e viceversa anche l’uomo rilascia la sua, e viene assorbita dal cristallo. Questo è, infatti, il motivo per il quale è necessario “ pulire” i cristalli che si comprano, e di ripulire quelli che utilizziamo.
La cosa interessante è poi osservare il colore, e di come ci si senta attratto da uno o si senta il rifiuto per un altro, anche qui rientra la cromoterapia, e si possono scoprire alcune caratteristiche di base o lo stato d’animo del momento.

Ho trovato questo bel sito dove vengono spiegate le caratteristiche di ogni pietra, lo trovate qui.
Il mio viaggio nella cristallo terapia continua...


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venerdì 9 maggio 2014

Le madri non sbagliano mai








Il Titolo di questo libro le madri non sbagliano mai mi ha incuriosito molto, letto in un momento in cui avevo bisogno di certezze, di conforto, di quella parola o lettura che desse conferma alla mamma che è in me di essere nella strada giusta.
Non ho trovato quello che cercavo, ma comunque la lettura è stata interessante, ricca di riflessioni e spunti da cui partire.

“Molte donne, per mancanza di conoscenza, eccessivo attaccamento alle tradizioni superate o, al contrario per troppo intellettualismo, possono sbagliare, ostacolando, sminuendo o addirittura bloccando il rapporto pedagogico che definisce la compatibilità figlio genitore”.

L'autore riconosce che siamo noi  mamma che ci accorgiamo per prime dei disturbi dei figli, che siano delle piccole disfunzioni organiche, ritardi di sviluppo, anche se lievi, o disturbi psicologici della crescita.

“Le madri anche senza parlare trasmettono tutto al figlio, non solo fino all’adolescenza ma per tutta la vita; devono pensare al figlio in senso positivo altrimenti egli se ne accorgerà”.
La madre comunque sa adattarsi più facilmente del padre alle diversità temperamentali, e riesce a modificarsi in base alla necessità.

Bollea fa distinzione tra le varie mamme che ha incontrato nel suo percorso di vita, e le suddivide così:
madre ansiosa, niente da aggiungere …lo dice la parola stessa!

madre disforica: caratterizzata da cambiamenti di umore, questo provoca bambini insicuri, instabili, e con un velo di tristezza.
La madre ossessiva e perfezionista, specie se intellettuale, controlla la propria emotività, poco spontanea, pensa la figlio come un dovere.

La madre troppo passiva, permissiva, vista dal bambino come assente.

La madre iperattiva, caotica, sicuramente stimolante, ma allo stesso tempo inibente nei confronti del bambino perché poco strutturata e a volte immatura.

La madre diva, narcisista, considera il partner e il figlio un ornamento
La madre chioccia quella che pensa a tutto e a tutti.

La madre turbo, simile alla madre caotica, ma piena di gioia, salute, e trova il positivo in tutto.
La madre saggia, sa attingere sia dalla tradizione (materna) che dalle informazioni del periodo, portando modifiche solo in parte, da quello che le è stato insegnato da sua madre.

E’ un libro interessante descrive tutti i membri della famiglia, le dinamiche che sorgono nelle relazioni, parla di fiducia in se stessi e autostima, ma il termine più ricorrente in tutto il libro è l’ASCOLTO.

Questo libro partecipa a venerdi del libro




 

giovedì 8 maggio 2014

Il concetto di metà



 
Il concetto di metà i bambini lo sperimentano in molte occasioni della vita quotidiana, quando devono dividere con un fratellino qualche alimento, con i compagni devono dividere il didò, quando giocano con le costruzioni ecc ecc.

 
 Un'attività semplice e veloce per rielaborare il concetto di metà, è di disegnare degli oggetti conosciuti dal bambini in un biglietto, far loro colorare la figura intera, tracciare una linea di divisione, tagliarla e farla ricomporre.
 
 

Si passa così da un aspetto esperienziale a una rielaborazione cognitiva.


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mercoledì 7 maggio 2014

Numeri con le fustelle



 
 
A casa ho numerose fustelle ma anche tanti ritagli.
Ho pensato di verificare se il concetto di quantità è stato appreso, ho consegnato i numeri da ritagliare, ho chiesto di metterli nella sequenza  corretta, e per finire di incollare il numero giusto di fustelle o pezzetti di carta. E' una attività per bambini di 5-6 anni che richiede manualità ( ritaglio , collage, orientamento spaziale, e per finire attenzione alla sequenza numerica).
E' un'attività che richiede concentrazione infatti le ultime tre file è stato aggiunto un pezzetto in più, ma questo è il bello ... si può anche sbagliare...pazienza!
 
 
 
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mercoledì 30 aprile 2014

Campo da calcio per difficoltà fonetiche



Ci sono bambini che hanno difficoltà nel produrre alcuni suoni, a volte per una scorretta impostazione della lingua, altre volte per una anomala deglutizione, altre volte la difficoltà sta nel far uscire l’aria dalla bocca stringendo le labbra. Oltre a utilizzare le candele, le bolle di sapone o le cannucce per realizzare bollicine nel bicchiere, ho pensato ad un gioco altrettanto divertente.
Ho usato una scatola piuttosto resistente, ho ritagliato della stessa misura un rettangolo di pannolenci verde e, per delimitare il campo da calcio, ho ritagliato delle striscioline bianche che segnano la porta e la parte centrale del campo.


I due concorrenti si sfidano ai lati opposti con una cannuccia, e soffiando a più non posso la pallina riesce a fare centro nel campo avversario.



 

Anche se le mie bimbe non sono amanti del calcio, hanno apprezzato questo gioco un po' insolito.

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lunedì 28 aprile 2014

Numeri con i tappi




Della serie:" non si butta via niente "ho pensato di riutilizzare i tappi dei pennarelli a punta grossa.
Ho scritto i numeri con un pennarello indelebile, e poi abbiamo giocato ...
  • infilando i tappi nelle dita abbiamo contato in modo crescente e decrescente, questo prolungamento fa molto ridere i bambini.
  • al ritmo di una filastrocca si deve riconoscere e far muovere solo il numero indicato
  • e per finire, i numeri che si danno dei bacini, ovvero 3+1 quanto fa? Proviamo a pensare?
Insomma un altro modo per avvicinare i bambini al mondo dei numeri in modo giocoso ed economico.
Buon divertimento!


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Dentosofia


 
Come spesso accade a casa mia, io sperimento poi propongo e fortunatamente... mi seguono.
Ho conosciuto un’amica che mi ha parlato della dentosofia, curiosa come sono, mi sono subito documentata sul suo significato: ovvero saggezza dei denti.
Il primo libro che ho letto è Denti e salute, davvero illuminante per me. E’ ben spiegata la funzione della malattia da un punto di visto olistico, ed è spiegata in modo semplice e comprensibile anche a chi non è addetto ai lavori. Il libro poi presenta numerose foto che ritraggono la dentizione prima e dopo il trattamento.
Ho iniziato così la terapia di autoguarigione con l'adattatore e ho visto i risultati sul piano fisico sin dal primo giorno.

Mi sono avvicinata a questa nuova conoscenza perché la mia mandibola schiocca, grazie penso io ai cinque anni di apparecchi portati alle medie e superiori. Tutto quello che c’era in commercio, l’ho portato!

Ma questo scricchiolio, da un punto di visto simbolico rappresenta anche un altro aspetto ,legato alle mie "resistenze" a lasciare andare tutto quello che mi impedisce di andare avanti. Si può tradurre come la mia paura ad andare avanti nella vita,  reazioni, nel lavoro.
Quest’attivatore in caucciù non è facilissimo da portare, nel senso che c’è chi ha proprio un rifiuto e non riesce a tenere l’Apf (attivatore plurifunzionale) in bocca.
Da quando ho letto questo libro, ho compreso quanto i denti influiscono sulla postura, (dolori cervicali, lombalgie, dolori alle ginocchia ecc.), sulla deglutizione, sulla respirazione, chi dorme con la bocca aperta, ottimo è per chi digrigna i denti di notte ( anche questo ha il suo significato!).

Insomma ho iniziato io, poi mio marito e ora anche Gloria.
Avendo già sperimentato in passato apparecchi per una questione puramente estetica, ora voglio vedere quali sono i benefici di questa nuova disciplina.
 Vi farò sapere! 

. 

 

 

mercoledì 16 aprile 2014

Succhi addobbati per la festa

 
 
Per la festa di Compleanno di Susanna ho decorato le bottigliette dei succhi di frutta.


 
Si realizzano facilmente, si ritaglia una strisciolina bianca di carta, bisogna armarsi di fustelle e nastro biadesivo.
 Per il mio piccolo amore che cresce un succoso pensierino!  
 
 
 
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venerdì 31 gennaio 2014

Filastrocche sui gruppi consonantici


 




Il libro di cui vorrei parlare oggi è scritto da Rossella Grenci e Antonio Spina, Filastrocche sui gruppi consonantici

Grazie al meraviglioso blog di Rossella ho conosciuto il suo libro che contiene numerose filastrocche, giochi e attività.

Le filastrocche presenti nel libro tengono conto delle difficoltà che incontrano i bambini nella lettura dei suoni "difficili" come dice la maestra di Gloria, cioè quei gruppi consonantici a volte così ostinati ad uscire dalla bocca o ... dalla penna!!!

La scelta dell'utilizzo della filastrocca viene utilizzata come strumento terapeutico.

Molti bambini  con disturbi specifici dell'apprendimento ( e non), si ritrovano ad arrancare nella traduzione di segni grafici , e come spesso accade scoraggiandosi per i pochi risultati ottenuti nonostante l'impegno.

L'obiettivo è quello di innescare la motivazione, cercando di suscitare interesse nel bambino verso il testo scritto, la filastrocca in questo senso è un valido aiuto perché fa parte della lingua parlata.

Le filastrocche poi sono legate a esperienze emotivamente gratificanti, rassicuranti , le nonne o le mamme da sempre utilizzano questi suoni ritmati, spesso con assurdi accostamenti concettuali, ma che fanno ridere.

Nella seconda parte del libro troviamo le parole incontrate nella lettura delle filastrocche, e l'apprendimento avviene proprio attraverso il gioco di parole creando una "banca dati".

Si troveranno anche esercizi che permettono di unire la lettura alla scrittura ecc ecc. potete sfogliare il libro qui .

Insomma questo libro lo utilizzo molto volentieri e lo considero un ottimo strumento per consolidare alcuni concetti utili per un avvio o una ripartenza attraverso il mondo dei segni grafici e della lettura.

Con questo libro partecipo al venerdì del libro

 

giovedì 23 gennaio 2014

Scatola delle sorprese


 
Questo gioco l'ho realizzato per il compleanno di Susanna.
Ho preso una scatola di biscotti secchi, l'ho dipinta di giallo ocra, ho realizzato 9 fori quante le amichette invitate, e successivamente ho rivestito l'interno con la carta velina.
 

 
 
Dentro ho messo dei sacchettini a forma di caramella, contenenti due anellini come pensierino alle invitate. Ognuna di loro doveva bucare il cerchio e "pescare" il proprio regalino.
Una festa rigorosamente al femminile, come ha voluto la festeggiata!
 
 
 
 

lunedì 20 gennaio 2014

Cristalli







Un paio di settimane fa, ho partecipato a un incontro sui cristalli.
Non ho mai approfondito questo tema, anche se mi sono ritrovata spesso con persone che ne fanno utilizzo nella loro vita. A contatto con queste persone mi sono accorta di come sono utilizzate nelle case, localizzate nei vari angoli, oppure indossati personalmente.
Avendo una certa “sensibilità” mi sono accorta che prendendo in mano un minerale piuttosto che un altro, mi si “ bloccava” la gola (5° chakra), e lasciandolo per prenderne un altro notavo l’influenza in un altro punto del corpo. Nonostante queste esperienze del tutto personali (e quindi concrete, verificabili da me stessa …) non ho mai approfondito l’argomento. Chissà forse è perché come ogni cosa arriva al momento giusto, quando si è pronti ad accogliere le informazione e poterle utilizzare nel modo più utile per se stessi, e magari per gli altri.
Fato sta che attraverso la scelta di alcune pietre, l’ insegnante del corso sui cristalli,a me sconosciuta è riuscita a “leggere” il mio stato attuale (anzi lo stato di due settimane fa, perché siamo in continua trasformazione e quindi una scelta a distanza di qualche giorno può cambiare). Ha saputo leggere qual è il mio progetto e a quale chakra è collegato, la seconda pietra rappresentava il mio stato fisico in quel momento, la terza pietra scelta rappresentava la ragione, la razionalità se permetto o meno l’espressione della mia anima. La quarta e ultima pietra rappresenta lo spirito, essenza del progetto dell’anima.
Con me questa insegnate ha azzeccato, eravamo in 7 a quell’incontro e ha fatto 7  presentazioni diverse.
Insomma a me incuriosisce, ogni cosa che permette, di riflettersi, di riconoscersi, di rielaborare situazioni o momenti, e se la natura mette a disposizione questi elementi, un motivo ci sarà?
Bene io lo voglio scoprire!


 


 

venerdì 17 gennaio 2014

Mucca Moka e il pupazzo di neve





Ho scoperto che Susanna sa leggere, ma la cosa che mi ha sorpreso di più è che sa leggere in stampatello minuscolo!!! Quando si è presentata con un libretto in mano e mi ha detto:" mamma ascolta!" sono  rimasta a bocca aperta. La mia domanda è sorta veramente spontanea : "ma chi te l'ha insegnato??? E soprattutto ... QUANDO hai imparato a leggere????" e lei ... BhoO!! :-))




La mia sorpresa non era tanto per la capacità di lettura ( tra l'altro scorrevole, e qui un piccolo vanto ) bambini di cinque anni che leggono ne ho conosciuti tanti, ma in stampatello minuscolo proprio no!
Io sono contraria ad anticipare apprendimenti specifici, ma in questo caso mi ritrovo con un interesse e una maturazione che è avvenuta in completa autonomia. E quindi che faccio??? E se poi in prima si annoia? E se non valorizzo questo interesse, poi non mi legge più???Che faccio?
Ho deciso di dare un taglio più concreto e manuale, e così abbiamo creato dei biscotti con il personaggio di questo simpatico libretto, la Mucca Moka e il pupazzo di neve.



Basta la ricetta di una semplice pastafrolla, chiara d'uovo e zucchero bianco, una spolveratina di cocco , ed ecco fatto il nostro pupazzo di neve.

renne in pastafrolla


E non ci preoccupiamo più, ognuno va avanti per la propria strada, seguendo il proprio interesse :-))

Questo post partecipa a il venerdi del libro

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lunedì 13 gennaio 2014

La città dei numeri


 
 


 
Il mondo dell’arte e della pittura si prestano bene per avvicinare i bambini al mondo dei numeri.
Ogni casa ha un numero, e allora perché non creare una città colorata e numerarla nella giusta sequenza?
Disegnate in un foglio molto lungo case alte, basse, larghe e strette e coloratele insieme al vostro bambino.
Disegnate, oppure offrite loro il numero in un cartoncino e insieme attaccateli nella sequenza corretta.
Disegno, pittura, numerazione, c’è da passare un bel pomeriggio insieme!
 
 
 
 

venerdì 10 gennaio 2014

Il domino in un rotolo di scotch



 
Cosa fare quando si hanno rotoli e  rotoli, e ancora rotoli di adesivi bianchi ?

 
Il domino è un gioco semplice e divertente da realizzare in cinque minuti.
Ai bambini piacerà sicuramente. Dovranno staccare gli adesivi e imparare il significato numerico dell'immagine presente e associarlo a quello corrispondente.
 
 
Se volete garantirvi qualche minuto di tranquillità in pizzeria o a casa di amici, preparateli già tagliati, metteteli in borsa, tanto occupano poco spazio, e proponeteli al momento opportuno, vi garantisco che tra togliere l'adesivo e realizzare il gioco 8-10 minuti volano via! :-))



 

mercoledì 8 gennaio 2014

Numeri da toccare

 

Apprendere attraverso i sensi è sicuramente una via preferenziale, perché questo avvenga in modo duraturo, e si fissi nella memoria.
Così ho pensato di prendere un gioco che avevo utilizzato qualche anno fa, (i numeri tattili) e proporli in modo sequenziale.
 
Attraverso questo pannello, non solo il bambino sperimenta con la mano la sensazione fisica del numero, ma inizia ad avere un’idea di sequenza, un orientamento spaziale che prevede la lettura della successione numerica che parte da sinistra e va verso destra.
Questo aspetto a volte si da per scontato ma ci sono bambini che non hanno vissuto opportune esperienze fisiche –motorie, e non hanno interiorizzato l’orientamento nello spazio, questa mancanza di esperienza corporea può a volte influenzare l’organizzazione nel disegno e in seguito nella scrittura.
 
Imparare i numeri toccando, è un gioco divertente, si può giocare individualmente o in gruppo con qualche amichetto.
Le lettere tattili le avevo già presentate qui, è sufficiente un cartoncino, un punteruolo e punzecchiare la lettera o il numero al contrario.
Si può realizzare un libretto, o semplicemente accostarli tra loro e realizzare questo pannello, vedrete che i bambini incuriositi si avvicineranno e in un baleno impareranno la sequenza dei numeri, anche a occhi chiusi!
 
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