martedì 10 gennaio 2012

La malattia implica un cambiamento


Ma perché i veri cambiamenti devono passare attraverso la malattia e la sofferenza?
E’ quello che mi sto chiedendo adesso, dopo aver vissuto una grandissima paura.
Tre giorni prima di Natale Gloria è stata ricoverata in ospedale.
Male agli occhi, mal di testa, male alla nuca, perdita dell’equilibrio, mancanza del controllo gamba sinistra.

La corsa al pronto soccorso pediatrico, io e lei.

Lo sguardo della dottoressa alla prima visita, era esplicito, ed io l’ho condiviso.
Tac e risonanza magnetica, e non so come ho fatto a non morire in piedi.
Un nodo al petto e alla gola, e sorridevo perché ero con lei, e lei mi guardava.

Io non so come spiegarvelo, ma mantenevo una calma dentro, un controllo perché un pensiero sottile si era impossessato di me, dicendomi che era solo un’infiammazione.
E così è stato il verdetto finale, escludendo tutte le cose peggiori e schifosissime che ci possono essere.

Mai un’otite, mai un mal di gola, mai nessuna malattia infettiva dal nido a oggi.
Un antibiotico in 6 anni!
Ma perché devono accadere queste cose???

Io, a me! che mi considero una mamma attenta . Che al primo starnuto cambia alimentazione, modifica i ritmi e gli impegni, provvede a riequilibrare il tutto perché tutto ritoni in equilibrio.
Perché mi è sfuggito questo???

Prendete le parole come vengono, ma nella decisione di portarla al pronto soccorso, alla decisione di portarla nell’ospedale più vicino per poi girare la macchina e portarla in quello più grande, alla calma dettata da questa voce interiore io, penso di essere stata guidata.

 Dal mio istinto materno? Dal mio angelo?
 Così come tempo fa mi ripetevo “speriamo che resista fino a Natale”.
Era evidentemente stanca, ma niente di più. Ed è crollata. Un semplice e forse banalissimo virus è bastato.
La malattia porta al cambiamento.

Il cambiamento implica delle scelte.

Gloria ha deciso di combattere da subito e la sua ripresa è stata straordinaria.
E io? Io vivo con la sensazione che dal mio equilibrio dipenda l’equilibrio di tutta la famiglia. E per equilibrio parlo di quella centratura che si dovrebbe avere, quando uno sta bene, quella centratura che permette di vedere le sfumature.

Sono accaduti molti avvenimenti che hanno destabilizzato questa centratura, i tre mesi d’inferno al pensiero di mia figlia con quella maestra schizzo, il cambio di scuola di Gloria (e due nuove e meravigliose maestre), l’arrivo di un bambino desiderato ma che non ha retto allo stress di questa mamma e ha cambiato idea. E poi questo.
Sinceramente sono ufficialmente stanca. E siccome le sensazioni mi accompagnano, penso che non siamo ancora finite. Ma io sono forte. Perché siamo qui per evolverci, per crescere e cambiare.

A parole mi sono sempre detta di essere una persona flessibile che ama i cambiamenti.
Ma ora ho paura.
E la paura blocca il divenire delle cose, soprattutto quelle belle.

Mi piace la frase “I bambini ci educano”, c’è anche un bel libro.
Noi abbiamo il compito di farli crescere bene, ma concediamoci lo spazio di crescere ed evolverci grazie al loro aiuto e alle loro esperienze.

Ho molto su cui lavorare!
 Ed è tempo di scelte!